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La storia di Montescano è identificabile con quella dell’Oltrepo Pavese: la presenza di limiti geografici ben definiti costituiti dal fiume Po a nord e dalle montagne appenniniche a sud, ha fatto in modo che il succedersi degli eventi storici accomunasse sempre tutte le genti della pianura e della collina pavese a sud del fiume.

Nei tempi storici pre-romani l’intero Oltrepo Pavese fu abitato dai Liguri, che occupavano l’ampia zona tra il Po e il Tirreno, sconfinando profondamente nella Francia meridionale. Questo popolo pare abbia introdotto la coltivazione della vite nelle colline dell’Oltrepo.

Ai Liguri si mescolano gli Etruschi, ma gli uni e gli altri furono sopraffatti nel IV secolo a.c. dai Galli Celti, popolo di origini e tradizioni germaniche. Dopo il 222 a.c., iniziò il dominio dei Romani che completarono durante il II secolo la conquista dell’Oltrepo.

Le invasioni barbariche che seguirono alla sfacelo dell’Impero Romani portarono alla distruzione di numeriosi centri e costrinsero le popolazioni della pianura a rifugiarsi sui colli vicini. Dopo la parentesi oscura del Medio Evo e la conversione al Cristianesimo dei Longobardi, si assiste ad uno sviluppo della zona dell’Oltrepo Pavese, nell’ottocento esisteva un grande feudo che andava dalla Bardonezza allo Scuropasso, da Portalbera a Canevino affidato forse agli estensi.

Si fa cenno di questo luogo nel privilegio di Federico Barbarossa del 8 agosto 1164 sotto il nome di Montescanus.

Non avendo un castello o altre fortificazioni, Montescano non prese parte alle vicende guerresche del Medio Evo, e ciò spiega la sua assenza dalle cronache e dai documenti di quel tempo.

Fece parte del feudo di Broni di cui seguì le vicende.

Dal 1359, con la caduta di Pavia tutto l’Oltrepo Pavese divenne dominio Visconteo; la famiglia Sforza, succeduta ai Visconti nel 1450, rimase a capo del Ducato di Milano fino al 1496, anno in cui subentrò Carlo VIII di Francia.

Con la battaglia di Pavia del 1525, l’imperatore Carlo V suggellò la completa sottomissione dell’Italia e dei territori oltrepadani agli spagnoli.

Con la pace di Utrecht del 1713 e la pace di Rastat dell’anno successivo che conclusero la guerra di successione spagnola, l’intera Lombardia e l’Oltrepo passarono a far parte dell’Impero Austriaco.

Nel 1748 in seguito al trattato di Acquisgrana, dopo un trentennio di dominazione Austriaca, l’Oltrepo entrò a far parte del Regno di Sardegna, anche se Pavia e Milano restarono sotto la dominazione austriaca.

Con l’avvento di Napoleone Bonaparte i territori oltrepadani vissero un periodo molto tormentato, in quanto furono teatro di diverse battaglie e repentini cambiamenti di fronte: l’Oltrepo Pavese conobbe l’avvicendarsi della presenza austriaca, russa, francese, finchè col 1801 passò a far parte della Repubblica Francese.

Con la restituzione seguita alla pace di Vienna del 1815, Montescano e il territorio oltrepadano ritornano a far parte della Provincia di Voghera del Regno di Sardegna.

Nel 1861, con la proclamazione del Regno d’Italia venne soppressa la Provincia di Voghera e Montescano passò a far parte della Provincia di Pavia, ricomposta nella sua unità storica simile a quella provincia attuale.

Dal 1929 al 1948 il Comune di Montescano è stato soppresso ed il suo territorio comunale è stato inglobato dal Comune di Castana.

Secondo la leggenda il nome Monte Scanus è dovuto alla posizione dell’antico borgo: sembra che sia comodamente seduto sul monte (scanus, in dialetto lombardo scàgn, significa sedia).

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